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Boom di assunzioni in agricoltura. Un settore cui i giovani guardano con crescente interesse (Claudia Barbarisi)

Al giorno d’oggi decidere di lavorare nel settore dell’agricoltura si rivela sempre più una scelta azzeccata. Infatti, se in passato il primario è stato bistrattato e considerato poco gratificante, oggi permette di trovare facilmente lavoro in diverse posizioni e di guadagnare bene: è infatti uno dei pochi settori produttivi in espansione.
I dati sull’occupazione elaborati da Eurostat a marzo lo dimostravano chiaramente: infatti, nell’ultimo trimestre 2010 in Europa l’occupazione nell’agricoltura era aumentata dello 0,5% classificandosi così come il settore in più rapida espansione. L’analisi di Giovani Impresa Coldiretti sembra confermare questa tendenza: nel 2010, in una situazione di calo generale dell’occupazione dell 1% (del 3% nel settore industriale), l’agricoltura in Italia ha registrato un aumento del 2%.
Nel 1° timestre del 2011 è stato addirittura boom di assunzioni in agricoltura con un aumento del 6 per cento del numero di lavoratori dipendenti impegnati in campagna a fronte di una sostanziale stagnazione dell'intero sistema economico, dove gli occupati crescono solo dello 0,4 per cento. E' quanto ha affermato Sergio Marini, presidente nazionale della Coldiretti, nel corso dell'assemblea annuale alla presenza di quindicimila coltivatori di tutte le regioni italiane, nel rendere noti i risultati dello studio sulla base dei dati Istat relativi al primo trimestre del 2011
Nel settore lavorano complessivamente 891mila persone (delle quali 462mila indipendenti, in aumento dello 0,6%). Si stima inoltre che nei prossimi 10 anni l’agricoltura darà lavoro ad altre 250mila persone: dunque, con i tempi che corrono, si tratta di un settore dal futuro molto roseo. Inoltre, nel 2010 sono state inaugurate 28.115 nuove aziende agricole. I giovani di Coldiretti non hanno timore di investire, in quanto nel periodo 2007-2013 il preventivo di spesa è di ben 4 miliardi. Le aziende agricole italiane guidate da under 35, sebbene siano soltanto il 3% del totale, sono quelle che più spiccano per livelli occupazionali, di reddito e, soprattutto, innovazione. Nell’agricoltura, secondo Coldiretti, lavorano 49mila giovani imprenditori, tasso tra i più alti d’Europa, che nelle loro aziende producono un reddito superiore addirittura del 40% rispetto alla media del settore, grazie all’applicazione di efficaci marketing mix e alla vendita ai numerosi e crescenti GAS, i Gruppi di Acquisto Solidali.
Il lavoro manuale non è l’unico ad essere richiesto: le figure più ricercate sono infatti altamente qualificate, in grado di seguire e gestire specifiche coltivazioni, macchinari e altre attività legate ai servizi come la vendita diretta. Estremamente richieste sono figure lavorative ormai in via d’estinzione, come il taglialegna, il potatore ed il trattorista.
Claudia Barbarisi - Economics
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