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Crisi di governo. L'effetto domino, un disastro. Berlusconi fuori di sé per un possibile nuovo mandato di arresto.Andare subito al voto con il Porcellum, obiettivo del Cavaliere. Gli scenari possibili.

Con la crisi di governo, causata dal folle gesto di Berlusconi di spingere i ministri del Pdl al ritiro, e con l'assenza di provvedimenti, salvo ripensamenti ed imprevisti dell'ultima ora, da questo martedì l'Iva aumenterà automaticamente al 22%. Da come ipotizza Il Fatto quotidiano, sembra che sia stato Niccolò Ghedini, nei giorni scorsi, a far crollare definitivamente il sistema nervoso del Capo annunciandogli che la Procura di Milano aveva già pronto un mandato di arresto, da tirare fuori un minuto dopo la sua decadenza, per l’accusa di inquinamento di prove del processo Ruby bis.
Le conseguenze della crisi saranno un aumento medio delle spese, secondo le nostre stime, di 210 euro per una famiglia di 3 persone (più di 300 secondo Codacons). Il punto in più peserà sui trasporti e si rifletterà quindi sul costo di quasi tutti i prodotti alimentari, e non, che, per arrivare sugli scaffali dei supermercati, viaggiano su gomma e ferro.
Ma non è tutto. Occorrerà attendere lunedì, con l'apertura delle Borse, per valutare l'impatto dello spread, il differenziale tra bund tedesco ed obbligazione italiana, che pesa sugli interessi delle nostre emissioni e sui costi di prestiti e mutui. Insomma, lunedì sarà un test-rischio per la tenuta dell'Italia.
Si arresterà probabilmente il rinvio dell'Imu e non sarà probabilmente rifinanziata la Cassa Integrazione attesa da milioni di lavoratori in difficoltà. Inoltre, entro il 15 ottobre doveva essere presentata la legge di stabilità con molti provvedimenti importanti come il taglio del cuneo fiscale (il costo del lavoro) reclamato da industriali e sindacati, il taglio ai ministeri per favorire il rientro del deficit al 3%, la lista dei beni dello Stato da mettere in vendita per recuperare il miliardo occorrente. E c'è da temere anche un abbassamento del rating dell'Italia, che comprometterebbe ulteriormente la sua stabilità sui mercati finanziari, prestando il fianco ad eventuali speculazioni ed alla fuga, verso altre aree del pianeta, di capitali, faticosamente riattratti verso i titoli azionari delle nostre aziende,
Ora, orba di un governo nel pieno esercizio delle sue funzioni al Paese non resterebbe altro da fare che piegarsi e accettare l'arrivo della famigerata Troika, a prendere il timone di un Paese senza più timoniere.
Ed i problemi più gravi verrebbero dopo, dal 2014, quando l'inevitabile ricaduta in recessione renderà nuovamente traballanti non solo i conti pubblici, ma anche quelli delle famiglie e delle imprese.
Sempre Il Fatto formula una teoria che condividiamo: "...tutto torna nelle mani di Napolitano. Se Letta si rifiutasse, come ha già detto in precedenza, di dare vita ad un Letta bis, casomai con tecnici al posto dei ministri pidiellini, solo per fare la legge di stabilità e cambiare il Porcellum, allora Napolitano potrebbe chiedere ad un tecnico, forse allo stesso Giuliano Amato, di formare un esecutivo per traghettare il Paese alle urne a marzo. E’ solo che Berlusconi, con questa mossa, vuole spingere il Quirinale a mandare il Paese alle urne il 24 novembre, prima che la Corte Costituzionale si sia pronunciata sull’incostituzionalità del Porcellum (prevista il 3 dicembre), ma si tratta solo di un desiderata di Berlusconi, nulla di più. Napolitano non gliela darà mai vinta. E poi non ci sono più i tempi..."
(Aldo Primicerio)

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