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Arresto cardiaco. Uno ogni 19 minuti. Defibrillatori: solo il 3% su 5 mln di abitanti in Campania

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L’arresto cardiaco resta la principale causa di morte improvvisa, seguito dall’ictus cerebrale. Un problema al centro dell’attenzione, se si pensa ai tragici eventi di famosi personaggi sportivi come il calciatore Morosini ed il pallavolista Bovolenta. L’unica strada percorribile per arginare questo fenomeno è la diffusione dei defibrillatori (il dispositivo in grado di in inviare una scarica elettrica al cuore di una persona con fibrillazione ventricolare, la più comune causa di arresto cardiaco), assieme alla formazione qualificata dei soccorritori. L’obiettivo è di raggiungere, entro la fine del 2014, i 500.000 soccorritori formati e qualificati, a fronte delle sole 35.000 unità distribuite sul territorio nazionale. Un dato che evidenzia la lontananza dal gold standard (in Campania si contano appena 15.000 soccorritori su 5.000.000 di abitanti, circa il 3%). Stesso discorso per la diffusione dei defibrillatori. Il decreto Balduzzi aveva fissato l’obiettivo minimo a non meno di 50.000 dispositivi, ma se ne contano appena 10.000. L’emergenza cardiologica è testimoniata da Maurizio Santomauro, della Federico II di Napoli… Ed attenzione alle bevande energy drink tanto amate da molti ragazzi: sono piene di caffeina e se se ne abusa possono portare all’arresto cardiaco

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