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Spending, 1 mld e mezzo in meno ai Comuni capoluogo, Napoli e Salerno in testa. Ed ora che succede?

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A causa della spending review, i Sindaci subiranno quest’anno una riduzione delle risorse a disposizione pari a circa 1,5 miliardi di euro. Tra i 108 Comuni capoluogo , tra i primi 20 più penalizzati figurano proprio i cinque comuni campani. Napoli è secondo dopo CS con 51 euro a cittadino in meno rispetto al 2014. A seguire Salerno (48 euro in meno pro-capite), quindi BN, CE ed AV rispettivamente con 44-38 e 35 euro in meno pro-capite dal Fondo di Solidarietà Comunale, nato con il federalismo fiscale per sostituire i trasferimenti dallo Stato ai Comuni ormai quasi scomparso. La legge di Stabilità 2015 ha infatti ridotto di 1mld e 200mln il fondo. La conseguenza sarà che i Comuni italiani si troveranno con 1mld e mezzo in meno rispetto all’anno precedente. E’ chiaro che ora i Comuni dovranno trovare altrove le risorse, o tagliando i servizi o aumentando la tassazione locale, già ormai al massimo.
Disoccupazione, tasse e futuro dei giovani le maggiori preoccupazioni di questo momento, secondo il sondaggio settimanale a più risposte di Swg. La disoccupazione certamente al primo posto con il 42%, seguita da tasse e fisco con il 33% delle risposte e con la stessa percentuale le prospettive per i giovani. Poi l’immigrazione con il 29%, ormai una criticità crescente nel nostro Paese, ed a seguire la criminalità, lo sviluppo economico e la perdita del potere d’acquisto. Con percentuali più basse, ma presenti nelle risposte, la mancanza di una classe dirigente, gli scandali della politica, il sistema previdenziale, l’inquinamento, la sanità, la scuola ed il default dell’Italia. Nelle intenzioni di voto della settimana, forte calo (dal 44,7 al 42,9) dell’area di governo, il cui gradimento si è appannato per i dissidi interni e le polemiche su immigrazione e legge elettorale. In lieve flessione anche M5S e FI, forte balzo in avanti della Lega (da 12 a 13,4) che in questo momento meglio interpreta il populismo elettorale, stabili Fratelli d’Italia e Sel. Sempre in crescita (e questo resta il dato più significativo) la quota degli indecisi che questa settimana sale di quasi un punto dal 46,8 al 47,7, un bel salto.

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