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Fisco: Da 10 mln. di italiani solo € 55 all'anno! Trasporti e logistica, settori in crisi

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La fotografia (commentata dal Corriere della Sera, quella degli oltre 10 mln. di italiani che versano solo € 55 all’anno al fisco) e che arriva dalle dichiarazioni Irpef 2013, presentate lo scorso anno, ritrae un Paese che difficilmente potrebbe identificarsi nell’Italia, membro del club del G7. Su 60,782 milioni di abitanti il numero di contribuenti, cioè di quelli che presentano la dichiarazione dei redditi, è di circa 41 milioni (500 mila in meno rispetto all’anno precedente); i contribuenti effettivi (che pagano almeno un euro di tasse) sono circa 31 milioni. In altre parole, quasi la metà degli italiani non ha redditi e quindi vive a carico di qualcuno. Analizzando in dettaglio le dichiarazioni, si arriva alle seguenti considerazioni:
1) Tra i contribuenti i primi 799.815 dichiarano redditi nulli o negativi.
2) Il totale di coloro che dichiarano redditi fino a 7.500 euro annui sono 10.338.712 contribuenti, cioè il 25,23% del totale. L’Irpef media dichiarata pro capite è pari a 55 euro l’anno. Per queste persone, oltre agli altri servizi, lo Stato deve provvedere a pagare circa 1.790 euro a testa per la sanità (109 miliardi il totale 2013). Per cui occorre reperire dagli altri contribuenti, per il solo servizio sanitario, circa 27 miliardi. 3) Tra i 7.500 e i 15.000 euro di reddito annuo contiamo 8.740.989 contribuenti (circa 13 milioni di abitanti) che pagano una Irpef media di 649 euro. Anche qui per la sola sanità dobbiamo reperire altri 15 miliardi circa. Tra i 15.000 e i 20.000 euro di reddito dichiarato troviamo 6,2 milioni di contribuenti (9,31 milioni di abitanti) che pagano un’imposta media di 1.765 euro, quasi sufficiente per pagarsi la sanità. Impressionante la progressione delle imposte medie pagata. Tra i 20 ai 35.000 euro pagano 3.400 euro; tra i 35 e i 55 mila euro: 7.393 euro; tra i 55 e i 100 mila euro pagano 15.079 euro; tra i 100 e i 200 mila euro: 31.537 euro; sopra i 200.000 euro: 102.463 euro. In pratica si lavora per i 2/3 per lo Stato e solo per 1/3 per la propria famiglia; si capisce il perché ogni anno questo numero di «vacche da mungere» diminuisce sempre più, anche perché a costoro sono precluse quasi tutte le agevolazioni tariffarie e sanitarie. Nell’immaginario collettivo sono quelli da spremere con patrimoniali e, se pensionati, con blocchi delle indicizzazioni, prelievi forzosi. Ma questi numeri, che vengono dal Ministero dell’economia, il presidente del Consiglio Renzi se li è mai letti?

Imprese del settore trasporti e logistica in crisi. Ad evidenziarlo è l’ultima indagine Confcommercio e Conftrasporto, secondo la quale 6 imprese dell’autotrasporto e della logistica su 10 considerano peggiorata la situazione economica generale del Paese e l’andamento economico della propria attività, rivelando poca fiducia da parte delle imprese del settore nei confronti della fine della crisi. Entrando nel dettaglio:
il 58,7% delle imprese del settore ha visto ridurre i propri ricavi;
il 27% prevede un’ulteriore flessione per i prossimi sei mesi;
il 57% delle imprese dell’autotrasporto e della logistica ha ridotto gli occupati negli ultimi sei mesi;
per il 48,2% delle imprese del settore è peggiorata la situazione del ritardo dei pagamenti;
per il 53,5% è peggiorato il costo dei servizi bancari;
il 60,9% delle imprese di autotrasporto e logistica considera peggiorata la situazione economica generale dell’Italia oltre il 60% delle imprese del settore ritiene che la situazione resterà invariata nel prossimo semestre.

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