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Evasori, per Italia e (Campania) record mondiale (Marco Spagnuolo)

I più furbi: docenti, muratori, pittori. I più virtuosi: medici e fiscalisti

Miliardi di euro persi ogni anno dallo Stato. Cifre astronomiche, pari ad un quarto del prodotto interno lordo non rientrano nelle casse del Governo questi “artisti della truffa”.
L'evasione fiscale è il male che affligge lo Stato, è ancora più grave se consideriamo lo spettro della recessione sopra le nostre teste.
Le cause sono da ricercare nell'intricato sistema economico italiano ( 5 milioni di partite IVA in rappresentanza del lavoratore autonomo) a cui dobbiamo aggiungere i tempi geologici dell'Erario.
Tuttavia "fare i furbi"in Italia, è un malcostume ormai accettato e praticato quasi come respirare.
Nell'analizzare questo fenomeno, balza subito evidente che non tutte le categorie di lavoratori evadono allo stesso modo.
Generalmente, il metodo più diffuso di "fregare" lo Stato è quello di non emettere una certificazione delle vendite o dei servizi svolti, lo scontrino o le fatture.
Nei primi mesi del 2010 l'imponibile evaso del nostro paese è aumentato del 6,7% pari a 371 miliardi di euro, con una perdita da parte dell'Erario di cifre da capogiro, nell'ordine di 150 miliardi di euro ogni anno.
Questo è il triste primato del nostro paese, confermato anche da una indagine effettuata dall'istituto EURES.
Dal rapporto EURES si nota che l'evasione fiscale è in notevole aumento in tutte le categorie di lavoratori. La maglia nera è da assegnare ai professori che svolgono ripetizioni scolastiche, seguono muratori, babysitter e badanti.
La situazione peggiora nel mondo dei liberi professionisti.
Rivolgendo lo sguardo alle singole regioni, il primo posto per numero di evasori spetta alla Lombardia. La Campania, l'unica del Sud tra le prime dieci, si piazza al terzo posto.
Tuttavia la Campania è al primo posto per numero di imposte evase all'Erario, per un ammontare di oltre sei milardi di euro annui.
In questo paese di "artisti del denaro", che essi siano cittadini od imprese, esistono anche gruppi economici che sono tendenzialmente meno propensi all'occultamento di denaro.
Il dato proviene da una indagine dell'EURES, che elenca tra i più "virtuosi", quei soggetti che indirizzano l'intero fatturato ad altre imprese che totalizzano ogni spesa (in questo caso rientrano le Pubbliche Amministrazioni); e le imprese che hanno un sistema economico-produttivo complesso in cui la mancanza di chiarezza nei conti sarebbe dannoso per il loro fatturato.
Come è percepito dai cittadini, il problema dell'evasione?.
Il clima che si respira è di una diffusa sfiducia nei mezzi dello Stato.
Secondo l'EURES , 9 cittadini su 10 non sono soddisfatti dell'operato del fisco e chiedono un controllo delle attività sul territorio con ancora maggior rigore ed impegno per scovare i "furbi".
Notevole l'insoddisfazione registrata nel Nord Italia, con un dato percentuale che supera l'80%.
In realtà i dati forniti dall'Agenzia Delle Entrate sono il confortante frutto di una , finalmente, decisa ed operosa collaborazione tra Amministrazioni Pubbliche, INPS ed Equitalia che ha messo a punto una intensa strategia di controlli su piccole e medie imprese, permettendo il rientro nelle casse dello Stato di una cifra pari 9,1 miliardi di euro (il 32% in più rispetto al dato del 2008); il Governo prevede di recuperare, nel 2010, una cifra che superi i 16 miliardi di euro.

Marco Spagnuolo - Economics
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