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Auto blu, noleggiandole si spende la metà (Claudia Barbarisi)

Per dimezzare i 4 miliardi di spesa annua, il decreto legge di Brunetta prevede il reimpiego dei 40mila autisti

Nel 2010 si stima che il parco auto delle pubbliche amministrazioni in Italia sia di circa 90.000 autovetture, e la spesa per mantenerle ammonta a 4 miliardi di euro all'anno. Queste le cifre diffuse dal Ministero per la Pubblica Amministrazione al termine del primo monitoraggio sulle auto pubbliche, realizzato dall'Istituto Formez su incarico del Ministro Renato Brunetta. L'indagine ha rilevato - per gli anni 2008, 2009 e 2010 - il numero di auto di rappresentanza, il numero e la qualifica degli assegnatari, il numero di autisti e il personale addetto al parco auto, il costo del carburante e il chilometraggio percorso per singola autovettura. Il monitoraggio, avviato il 15 maggio 2010 e conclusosi il 15 settembre, è stato realizzato attraverso la compilazione di un questionario on-line e ha riguardato tutte le autovetture della P.A. centrale e locale.
Nello specifico, è stata effettuata un'importante distinzione fra:
- auto "blu blu"(di rappresentanza politico/istituzionale, circa 10mila, a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali);
- auto "blu" (di servizio, circa 20mila, con autista a disposizione di dirigenti apicali);
- auto "grigie" (senza autista, a disposizione degli uffici per attività strettamente operative: visite ispettive, controlli, manutenzioni, sopralluoghi, ecc. Sono circa 60mila).
Sempre in base alla rilevazione, si stima che il costo medio annuale di utilizzo per ogni singola auto ammonti a circa 3.300 euro, mentre il personale impiegato è di 1,4 unità per autovettura.
L'obiettivo di Brunetta è quello di fare chiarezza sulla questione delle auto della Pubblica Amministrazione per "contrastare leggende metropolitane spesso propagandate senza statistica metodologica". Nei mesi scorsi, infatti, sono stati diffusi dati che stimavano fossero quasi 625 mila le auto blu nel nostro Paese: questa stima in realtà conteggiava tutte le auto pubbliche (quindi anche quelle della polizia, dei carabinieri, dei vigili urbani, dei vigili del fuoco, le auto dell'Enel e dell'Asl e di tutte le aziende statali). Cifre ridimensionate, dunque, ma sempre elevatissime: nella classifica dei paesi che utilizzano le "auto blu" primeggia l'Italia con 90.000 unità, seguita dagli USA con 72.000, Francia con 63.000, Regno Unito con 56.000, Germania con 55.000, Turchia con 51.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 30.000, Grecia con 30.000 e Portogallo con 22.000. "In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite - sostiene Vittorio Carlomagno, presidente dell'Associazione Contribuenti Italiani - Basterebbe pubbicare sul sito internet il nome degli utilizzatori e tassarli come fringe benefit per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione".
Riguardo le cifre aggiornate al 2010, il ministro Brunetta ha commentato: "Penso che si possa spendere la metà facendo le stesse cose". Le auto dei politici costano 150 mila l'una: sono 18-20 mila e hanno almeno due autisti. "È una cifra enorme, con 4 miliardi si rinnova un contratto del pubblico impiego", ha chiarito il ministro.
Ma il costo principale non sono le auto in sé, bensì gli autisti. Il costo del personale incide infatti per il 75%. Si spende infatti un miliardo di euro per consumi, manutenzioni e assicurazioni. Tre miliardi di euro costa invece il personale addetto (40 mila autisti in senso proprio, più 20 mila addetti amministrativi e generici).
Per far fronte al problema Brunetta ha annunciato, durante il convegno sulla sua riforma organizzato dalla Scuola della Pubblica Amministrazione tenutosi il 28 ottobre scorso, che sarà presto varato un provvedimento per dimezzare i costi delle auto blu: "non sarà un disegno di legge ma un decreto legge" ha precisato. Di fronte ad un servizio oggi "dal costo spaventoso", dice il ministro, "se lo compriamo sul mercato dimezzeremo i costi. È quello che faremo con il decreto nei prossimi giorni". Quanto alla ricollocazione del personale, e più in generale per l'ottimizzazione in tutta la pubblica amministrazione, il ministro ha indicato che verrà "integralmente applicato" quanto già previsto dal decreto legislativo 150 del 2009 "per passare ad una mobilità obbligatoria per esigenze organizzative. È un altro elemento fondamentale dell'ottimizzazione del sistema. Dovremo ricollocare gli autisti in altre amministrazioni e la mobilità sarà un altro elemento fondamentale: non si caccia nessuno". Il servizio degli autisti potrebbe dunque essere esternalizzato e novità ci saranno sulla mobilità per chi dovesse rimanere senza compiti.
La "stretta" sulle auto blu potrà comportare entro il 2014 un risparmio di 2 miliardi di euro, pari alla metà della spesa attuale.

Claudia Barbarisi - Economics
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