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Meno incidenti stradali, ma più gravi e costosi, € 40 miliardi. Campania seconda in Italia (Ivan di Mauro)

Secondo le statistiche ufficiali, la percentuale di sinistri stradali è attribuibile a vari fattori, cause e concause, quali ad esempio la velocità, il sorpasso troppo affrettato, uno stato fisico non adatto (alcool, droghe) ed il possibile ruolo svolto dalla sonnolenza che induce ad una scarsa reattività. Gli incidenti stradali in Italia, provocano ogni anno oltre 7.000 vittime, 15 mila invalidità gravi, 120 mila ricoveri e più di un milione di persone al Pronto Soccorso : numeri da brivido. La situazione europea non è certo migliore: ogni anno muoiono più di 50mila persone. Da qui, la sollecita richiesta della UE ai Paesi membri di attivare iniziative volte alla sicurezza stradale per ridurre entro la fine del decennio, i decessi e i feriti gravi. Cosa è stato fatto e cosa si può fare ancora in Italia? Tra il 2002 e il 2008 sono stati effettuati 1.650 interventi per migliorare la sicurezza stradale che hanno riguardato: 850 interventi di potenziamento della segnaletica standard; 500 installazioni di segnaletica ad alto impatto; 75 interventi di stesa di pavimentazione ad alta aderenza; 225 interventi contro i comportamenti non conformi al Codice della Strada. Questi interventi strutturali adottati dalle società concessionarie della rete autostradale, accompagnati a misure volte ad educare a comportamenti di guida responsabili e al maggiore controllo del rispetto dei limiti della velocità (es. Progetto Tutor), la patente a punti o il ritiro hanno portato alla riduzione del tasso di mortalità. Ma rappresentano solo un primo passo. I recenti dati elaborati da Aci e Istat sulle percentuali di incidenti stradali in Italia, rilevano che a due anni dall'attuazione dalle nuove norme sulla sicurezza stradale, nonostante vi sia una diminuzione degli incidenti e dei feriti si è registrato nei primi nove mesi del 2010 un aumento delle vittime pari al 14,4% rispetto allo stesso periodo del 2009, con 246 vittime nei primi mesi del 2010, cioè 31 in più rispetto all'anno precedente.I più' colpiti sono i giovani “under 25” e le donne come passeggere o pedoni spesso vittime passive. Il maggior numero di incidenti, si verifica sulle strade urbane, i più gravi avvengono sulle extraurbane. Spetta a luglio la “maglia nera”, il sabato il giorno con più' morti e le 18 l'ora più critica. I sinistri più frequenti sono lo scontro frontale-laterale e i tamponamenti, mentre i più pericolosi sono lo scontro frontale e l'urto contro ostacolo. Tra i veicoli coinvolti nei sinistri uno su cinque è a due ruote. Nella classifica delle regioni italiane con il più elevato numero di sinistri, la Campania con 11.745 incidenti, 17.813 feriti e 288 decessi, e' seconda solo alla Lombardia. Il Mezzogiorno d'Italia, però, nonostante i luoghi comuni, risulta essere più sicuro dal punto di vista stradale. E delle sette province italiane con meno di 10 decessi sulle strade, ben sei si trovano al Sud. La provincia di Salerno risulta essere la seconda della Campania per incidentalità e lesività dopo quella di Napoli, per mortalità, si pone al terzo posto dopo Caserta. Il capoluogo partenopeo, insieme al territorio della provincia, ha la più alta percentuale di incidenti: 16 auto ogni 100 sono coinvolte in sinistri. A Salerno, invece, diminuiscono gli incidenti ma aumenta la gravità delle conseguenze. Nei primi otto mesi del 2010, dal 1 gennaio al 31 agosto è stato registrato un calo significativo, in particolare su quelli avvenuti in città. I dati indicano 690 incidenti stradali nel 2009, scesi a 603 nel 2010. Di questi, gli incidenti con feriti erano stati 354 nel 2009, scesi finora a 315. I feriti, in totale, erano 500 lo scorso anno, scesi a 350, ad oggi. Dal 2009, sempre a Salerno, sono aumentati gli incidenti mortali e le persone in prognosi: i morti sono aumentati da 2 a 4, le prognosi da 6 a 10. L'Italia non ha raggiunto l'obiettivo di dimezzare in dieci anni il numero degli incidenti mortali come le era stato chiesto dall'UE. Ad oggi, risulta all'ottavo posto dietro Francia, Lituania e Slovenia. Solo la Lettonia (-54%), Spagna (-53%), Estonia (-50%) e Portogallo (-50%) hanno raggiunto gli obiettivi prefissati dall’UE. Anche sotto il profilo economico il prezzo da pagare per la nostra nazione è alto, stiamo parlando di 40miliardi di euro con oltre 800mila persone che dopo un incidente stradale vengono ricoverate e chiedono l'intervento del pronto soccorso. Visti questi dati davvero preoccupanti, bisognerebbe attuare una serie di programmi volti alla sensibilizzazione, allo sfruttamento del progresso tecnico e al miglioramento delle infrastrutture stradali. Ed è auspicabile per la crescita economica ed una migliore qualità della vita, inquadrare la sicurezza stradale in un'ottica che va verso la pianificazione di efficaci attività di prevenzione e regole da rispettare.

Ivan Di Mauro – Economics
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