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Energia elettrica. Nell’Italia sprecona, il fenomeno Campania (Ivan di Mauro)

Nel nostro Paese l'energia elettrica ci costa quasi tre volte in più rispetto alla Svezia, la quale, utilizza già il 40% delle energie rinnovabili. Altro dato e' quello che, l'Italia, continua ad importare 40.000 GWh all'anno. Verrebbe da chiedersi il perché. La risposta e' semplice. Il nostro sistema di distribuzione dell’energia elettrica assomiglia ad uno scolapasta. Secondo i dati Confesercenti, le perdite sono pari a più di un quarto della produzione. Nel nostro paese il fabbisogno d’energia infatti è di circa 198 Mtep, ma il consumo effettivo sarebbe di 146 Mtep. La perdita equivale alla quantità energia necessaria per alimentare una metropoli di 2 milioni e mezzo di abitanti. Basterebbe migliorare l’efficienza dei motori elettrici e della illuminazione per azzerare l’importazione di energia elettrica. Il risparmio complessivo sarebbe pari a circa 50 miliardi di Kwh. Ridurre le inefficienze del sistema energia è fondamentale, ci consentirebbe di raggiungere costi opportunità altrimenti perduti e spendere meno nella bolletta energetica con l'estero. Tutto questo, non risolve però il vero problema strutturale a cui l'Italia dovrà dare una risposta nei prossimi 20 anni: l'eccessiva dipendenza dalle fonti di energia fossili. Fondamentale e prioritaria diviene, quindi, la diversificazione del mix energetico per ridurre i rischi di eccessiva dipendenza dal fabbisogno di energia elettrica.
In merito agli sprechi di energia si può davvero fare molto, a cominciare dalla PA che in Italia, consuma, quasi 6000 Gwh annui. Con misure di risparmio energetico i consumi potrebbero essere dimezzati, con un risparmio annuo di 240 milioni di euro. In Campania, abbiamo alcuni dati positivi in merito a comuni virtuosi, quali ad esenpio il comune di Torraca (SA) che ha provveduto ad installare l'illuminazione a led con un risparmio in bolletta del 65%. La durata delle lampade supera le 50.000 ore: la manutenzione viene ridotta del 50% e l'inquinamento luminoso del 90%. L'investimento si recupera in 6 anni. Torraca, infatti, viene definita la prima Led City del mondo. Anche Castelnuovo Cilento ha aderito al Consorzio CEV per risparmiare sui costi di acquisto dell’energia elettrica, con la garanzia di una fornitura al 100% proveniente da fonti rinnovabili, investendo sul fotovoltaico, sui tetti delle strutture comunali e con la realizzazione di progetti di produzione di energia dai rifiuti. Salerno, invece, risulta essere la provincia della Campania più virtuosa per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In tutta la regione, nel 2010 Enel ha connesso alla rete elettrica oltre 2.100 nuovi impianti di privati, enti o PA per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Di questi nuovi impianti oltre il 90% produce energia grazie al sole e vanno da una potenza installata minima di 1,5 kw ad un massimo di 6 mw. Per la maggior parte si tratta di impianti di piccola e media taglia dai 3 ai 30 kw, la cui quantità è pari all'80% del totale delle attivazioni. Dopo Salerno, con 883 impianti e oltre 9 mw, c’è la provincia di Napoli con quasi 685 impianti e oltre 7 mw. La classifica si completa con Avellino con 389 impianti e Benevento con 357 impianti, con una potenza di oltre 4 megawatt per ciascuna provincia. Complessivamente, grazie all’energia proveniente dal sole, all’inizio del 2011 la Campania si è arricchita di altri 27 Megawatt (MW) di energie rinnovabili, in grado di coprire il fabbisogno energetico di oltre 12.000 famiglie. In conclusione, mentre molte città italiane vengono bocciate in termini di efficienza e risparmio energetico, riscontriamo un buon esempio, che viene dal Sud.

Ivan Di Mauro - Economics
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