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Polizze auto, in Italia le più care al mondo. Campania al top (Nunzio De Simone)

L'assicurazione r.c. auto incide notevolmente sul bilancio delle famiglie italiane, a causa di un sistema nazionale di trasporto incentrato sulla circolazione stradale (87 veicoli ogni 100 abitanti a fronte, ad esempio, di 65/100 della Francia) ed anche per il peso rilevante del costo delle polizze.
Varie sono le anomalie del settore che impediscono riduzioni consistenti dei premi assicurativi. Alcuni interventi realizzati negli ultimi anni (ad esempio l'indennizzo diretto) vanno nella giusta direzione, ma necessitano di opportune correzioni affinché possano concretamente raggiungere gli obiettivi da tutti auspicati, altri interventi fondamentali, pur condivisi da tutti in linea di principio, non si traducono di fatto in azioni concretamente efficaci creando incertezza tra gli operatori e discriminazioni tra i cittadini:è il caso della disciplina del risarcimento del danno alla persona, che attende da oltre due anni la concreta attuazione che riguarda la valutazione economica e medico-legale delle "lesioni gravi", che continuano ad essere liquidate sulla base dei più disparati orientamenti giurisprudenziali. Queste inefficienze hanno contribuito al caro-r.c.a che ha innescato un circolo vizioso: gli automobilisti tendono a “gonfiare” il sinistro per avere risarcimenti più consistenti, generando di conseguenza premi sempre più salati. Gli aumenti si attestano tra il 20% del nord Italia e il 50% del sud, con particolare attenzione alla zona della Campania, dove gli aumenti arrivano alle tre cifre. Le associazioni dei consumatori difendono la posizione degli automobilisti meridionali, soggetti al pagamento di tariffe che non hanno paragoni in alcun Paese. Un esempio potrebbe chiarire le idee: un automobilista napoletano di 45 anni, in prima classe Bonus/Malus, per un’auto media, paga circa il doppio del corrispondente automobilista torinese. Paradossalmente un automobilista torinese meno virtuoso, che si trova in sesta classe, paga circa 1/3 in meno del napoletano virtuoso.
L’esempio può essere ripetuto paragonando qualsiasi città del Nord con Napoli, i risultati sono pressoché analoghi. Le compagnie assicuratrici giustificano tale comportamento con l’alta incidentalità e le truffe che vengono perpetrate in questi territori piuttosto che in altri. Infatti i dati individuano a Napoli ed in Campania un elevato numero di incidenti senza morti e feriti, spiegabili solo se si ammette che questi siano stati simulati.
Gli assicuratori denunciano poi che molti automobilisti del sud rinunciano a stipulare un contratto di assicurazione, a causa delle tariffe esorbitanti richieste. Crescono, di conseguenza, anche i casi di pirateria della strada: negli ultimi mille incidenti registrati in Campania, in oltre il 50% dei casi il "pirata" è stato scoperto sprovvisto di assicurazione
Il compito delle assicurazioni sarebbe quello di organizzarsi in modo da disincentivare le truffe invece di scegliere la strada più drastica, quella di far pagare alti costi a tutti i cittadini campani, anche a quelli onesti.
Nunzio De Simone -Economics
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