ECONOMEDIA  
Economic Analysis and Communication Institute
Ultimissime: 

Lavoro

Cerca nelle News



Birra. Consumi sotto la media al Sud, ma l'export è da record in Usa e GB (Nunzio De Simone)

La birra è sempre più una bevanda di tendenza tra gli italiani. L’abbinamento con la pizza infatti rappresenta per antonomasia la cena dei giovani che si riuniscono per passare delle serate insieme, ma è anche la bevanda che più viene consumata nei pub, nei bar e nella maggior parte dei luoghi di aggregazione. Oggi infatti bevono birra circa 30 milioni di italiani, la metà dei quali (oltre 16milioni di persone) una o più volte a settimana, numeri che la pongono al secondo posto nella classifica di gradimento dopo l’acqua minerale, preferita anche al vino, verso il quale si pone come alternativa più leggera. Tale bevanda è particolarmente gradita tra i ragazzi di 11-17 anni (18,6%), seguita dagli aperitivi alcolici (15,2%) e dal vino (11,7%), mentre il consumo di amari e superalcolici riguarda quote minori (rispettivamente 6,2% e 7,7%). In quanto alla ripartizione geografica emergono differenze significative su cui è opportuno riflettere. I dati fanno pensare ad una relazione tra lo status economico e il consumo di birra ed alcool in generale. Al Sud, infatti, dove il fenomeno della precarietà e della disoccupazione è particolarmente rilevante, si registrano i consumi più bassi. Le percentuali più alte si riscontrano invece al Nord, in particolare a Nord-Est. Inoltre, se ne potrebbe dedurre anche una relazione con il livello d’istruzione, generalmente minore al Sud: stando ai dati Istat, infatti, all’aumentare del titolo di studio aumenta il consumo di birra e alcool in generale, e ciò avviene soprattutto per le donne. Tra le molteplici tipologie di birra, gli italiani sembrano preferire proprio quella di produzione nazionale, la classica birra chiara, trasparente, e poco alcoolica. I motivi del successo della “bionda” sono molteplici e vanno riscontrati sia in ambito produttivo che commerciale. Le aziende produttrici di birra in Italia dichiarano infatti di produrla senza l'intervento dell'ingegneria genetica come invece avviene in Gran Bretagna e Usa. Una scelta che piace ai consumatori sempre più orientati alla qualità, come dimostra una ricerca della Makno, secondo la quale l’80% degli italiani considera l’attributo “OGM-free” un importante fattore di preferenza nell’acquisto di un prodotto. Inoltre la birra chiara, complici anche cinquanta anni di comunicazione pubblicitaria, è percepita dagli italiani come la più adatta al loro stile di vita, e come quella di maggiore tendenza. I consumatori,in un mondo in cui si è sempre più attenti alla forma fisica,sono orientati al suo acquisto anche per la sua bassa concentrazione alcoolica e calorica, caratteristiche che la rendono più adeguata a soddisfare le richieste del mercato italiano. Queste peculiarità non sono apprezzate solo sul territorio nazionale ma anche all’estero e proprio nei paesi con la più antica tradizione birraria come Gran Bretagna e USA. Infatti da una indagine della coldiretti si è registrato un aumento del 37% nelle quantità esportate in Gran Bretagna dove è diretta oltre la metà della produzione Made in Italy spedita all’estero e un aumento del 39 % delle esportazioni negli Stati Uniti che sono il più grande consumatore mondiale. Restia invece è la Germania, ancora legata ai suoi prodotti locali.
Nunzio De Simone - Economics
© Copyright 1995-2009 EconoMedia - Economic Analysis and Communication Institute