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Pirateria musicale. Al Sud, è falso oltre il 40% dei Cd (Nunzio De Simone)

L’impresa musicale italiana ha perso il 73% del suo fatturato tra il 1999 e il 2009. È quanto si evince da un rapporto intitolato "Pirateria e contraffazione: strategie di contrasto e potenzialità degli organi di law enforcement" stilato dall’accademia della guardia di finanza. Il maggiore responsabile di questo fenomeno è la pirateria musicale che ha procurato una perdita pari a circa 200 milioni di Euro in IVA non versata allo Stato, numeri che collocano il nostro paese al primo posto in Europa occidentale secondo L'Ifpi, l'organizzazione che rappresenta a livello mondiale l'industria discografica. Il formato di compressione MP3, internet e la rete consentono di distribuire e scaricare canzoni in pochi minuti senza aver bisogno di particolari competenze. Inoltre l'anonimato, l'immediata disponibilità dei file desiderati, l'assenza di barriere fisiche, la rapidità, rendono molto agevole questa pratica illegale . In Italia infatti il 25 % del mercato è nelle mani dei pirati, al Sud oltre il 40 % dei cd in circolazione è falso, Tra compact disc importati di contrabbando e prodotti "masterizzati" in loco, ogni giorno migliaia di pezzi inondano le strade commercializzati da una capillare rete di rivenditori abusivi. Il materiale pirata giunge anche in negozi ufficiali con gravi danni per il consumatore finale al quale viene venduto un prodotto di scarsa qualità. L’impatto negativo che la pirateria ha sulla vendita dei dischi ha come effetto diretto una riduzione degli investimenti sugli artisti emergenti spingendo le case discografiche a concentrarsi soprattutto su artisti già affermati. Di fronte al dilagare del “donwload illegale” sono stati presi diversi provvedimenti. Il 18 agosto 2000 è stata approvata la nuova legge sul diritto d'autore (n.248/2000) che integra e aggiorna la preesistente legge n. 633 del 1941 e prevede sanzioni penali con la detenzione fino a tre anni e con la multa fino a 15493 euro. Inoltre la legge Urbani, approvata nel 2004 con successive modifiche nel 2005, ha introdotto nella legislazione sul diritto d'autore il reato penale di immissione di opere dell'ingegno su reti telematiche, con pene pecuniarie fino a 2065 euro. altri sono gli strumenti per la lotta alla pirateria oltre al diritto d’autore: norme sulla ricettazione quelle sul riciclaggio dei proventi illeciti, norme sulla contraffazione dei marchi, frode in commercio, fino alla contestazione del reato di associazione a delinquere nel caso in cui il reato sia stato commesso da più soggetti con il medesimo intento criminale. Gli stessi artisti non sono rimasti a guardare ma hanno partecipato alla lotta contro la pirateria. Infatti alcuni gruppi, tra i quali “Elio e le storie tese” , consapevoli dei costi onerosi dei cd, sono andati incontro ai propri fans permettendo di scaricare le canzoni direttamente dai loro siti ufficiali a costi abbordabili. In questo modo si unisce la velocità e comodità del download dal proprio Pc, senza però cadere nell’illegale e garantendo il giusto compenso agli artisti.

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