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Università. Parma con la retta più cara. Le più basse al Sud, con Campania, Puglia e Sicilia (Nunzio De Simone)

Secondo il recente rapporto “costi delle tasse universitarie negli atenei italiani” realizzato dall’Osservatorio Nazionale Federcosumatori esiste un forte divario tra nord e sud per quanto riguarda le rette universitarie. Infatti consultando i siti e le guide dei diciotto principali atenei del nostro paese emerge che le università al nord sono più care sia rispetto alla media nazionale (circa il 13%), sia rispetto alle università del sud (28,3%). Il divario è ancora più marcato se si fa riferimento alle fasce di reddito più alte. In questo caso le università del nord sono più care del 68% rispetto a quelle del sud. In generale Puglia, Sicilia e Campania risultano le regioni in cui l’università costa meno.
Nello specifico l’università più cara (prendendo in considerazione la prima fascia) è l’Università degli studi di Parma con una retta di 1005,87 euro annui per le facoltà scientifiche e di 890,05 euro per quelle umanistiche, pari al +103% in più rispetto alla media nazionale, seguita dall’Università degli studi di Verona con una retta annua di 613,18 euro per le facoltà umanistiche e 671,22 euro per quelle scientifiche. Totalmente diversi i numeri per quanto riguarda le università del Sud, con l’Università Aldo Moro di Bari in testa alle università che costano meno (sempre considerando la prima fascia), anche se bisogna sottolineare che parte dell’importo della retta è dovuta al merito: una votazione media bassa o un basso numero di crediti conseguiti, quindi, si traduce in un aumento delle tasse. Una misura, questa, simile a quella adottata dalla Sapienza di Roma dove dall’anno accademico 2011-12 è prevista una maggiorazione delle tasse pari al 50% per gli studenti al terzo anno fuori corso. Per la fascia di reddito più elevata invece l’università più cara è quella di Pavia che richiede una retta annua di ben 3510,52 euro per le facoltà scientifiche mentre la più economica è quella del Salento che in media prevede una retta annua di 1081,68 euro seguita immediatamente da quella di Salerno con una retta media di 1259 euro. Il dossier fotografa inoltre la realtà delle famiglie italiane, in base alle dichiarazioni del modello Isee. Risulta ad esempio che gioiellieri, albergatori e macellai (nuclei di seconda fascia con un unico reddito proveniente dal lavoro autonomo) pagano in media una tassa di 515,82 euro annui, esattamente come la famiglia monoreddito di un operaio non specializzato. Questi dati se affiancati a quelli della crescente evasione fiscale e della diminuzione degli investimenti sulla pubblica istruzione, fanno emergere un quadro drammatico, infatti si andrà sempre più verso un aumento degli studenti che appartengono o dichiarano di appartenere alle prime fasce, e quindi una diminuzione delle risorse da distribuire agli studenti che realmente ne hanno bisogno.

Nunzio De Simone - Economics
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