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Italia felix. I giovani scoprono la "vecchia" agricoltura (Genoveffa Loria)

La cosa più sorprendente è che sono in prevalenza giovani i nuovi imprenditori di questo vecchio business. Parliamo dell’agricoltura. Noi italiani a volte dimentichiamo la grande fortuna di essere nati in un paese i cui suoli sono tra i più fertili del mondo, complice anche un clima mite e temperato. Come non citare ad esempio le aeree agricole del Vesuvio, le cui qualità erano esaltate già da Plinio il Vecchio ai tempi dei Romani e dove ancora oggi sono presenti un centinaio di vitigni famosi in tutta Italia. Ora, in questo momento di forte crisi economica, qualcuno pare finalmente ricordarsi dei pregi del nostro territorio e decide di ritornare ad investire in ciò che fino a meno di cinquant'anni fa era il motore portante della nostra economia: l'agricoltura. Sono quasi diecimila (9.170) le nuove imprese agricole nate nonostante la crisi nel primo trimestre 2012, con l'agricoltura che è l'unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori under 30. Inoltre risultano in aumento del 4,2% le imprese agricole gestite da giovani under 35, figli di agricoltori e non, con un livello di scolarizzazione medio-alto (diploma) e alto (laurea). Dati alla mano, l'agricoltura è l'unica attività nella quale stiamo assistendo recentemente ad un reale ricambio generazionale: si conferma, infatti, come il terzo settore che attrae maggiormente i giovani che vogliono investire in impresa, dopo commercio e costruzioni. La richiesta da parte dei giovani imprenditori di terreni utili alla coltivazione è molto elevata e un'opportunità è stata offerta loro dal decreto sulle liberalizzazioni che prevede agevolazioni per l'acquisto o l'affitto di suoli statali. Si stima che dai 338 mila ettari messi a disposizione dallo Stato, potranno nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani. Tale tipologia di aziende creerà 100 000 posti di lavoro entro 3 anni. Complici le innovazioni, nei tempi odierni un'azienda agricola non necessita solamente delle tradizionali figure professionali associate al settore, ma anche di esperti che abitualmente sono inseriti in altri campi come ad esempio sommelier, assaggiatori, chimici , esperti di marketing. Ciò avviene perché esse non si occupano più solamente di produrre prodotti, ma anche del marketing e della vendita diretta al consumatore sulla base del modello di consumo a km 0. Quest'ultimo si basa sul rapporto diretto tra venditore e consumatore e rappresenta un punto di incontro per entrambi. Gli agricoltori, infatti, risparmiano i costi di trasporto e di intermediari (i negozi dove avviene la distribuzione), mentre chi compra sa di acquistare prodotti di qualità, genuini e che non danneggiano l'ambiente . Ben 3 italiani su 4 affermano di comprare spesso questo tipo di prodotti. Complice il forte legame che il popolo italiano ha con la propria terra, i giovani imprenditori spesso sono ben felici di invitare i bambini in età scolastica a visitare le proprie aziende affinché essi osservino con i propri occhi il processo produttivo e il duro lavoro che porta alla nascita dei prodotti che consumano abitualmente. Tramite queste attente strategie di marketing, gli imprenditori pubblicizzano i propri prodotti e ampliano il target di consumatori. Per ora l´unica vera nota dolente per chi vuole investire in questo settore restano le tipologie di accesso al credito agricolo, ferme alla normativa del 1928. E proprio su questo punto il presidente dei giovani imprenditori di Confagricoltura Nicola Motolese di recente ha rivolto un appello al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera chiedendo "Un accesso al credito più facile e prodotti creditizi più innovativi". Ora che i ragazzi ci sono e lo dimostrano, la patata bollente passa quindi alla politica che deve aggiornare la legislazione in merito per adattarla alle nuove necessità del mercato.

Genoveffa Loria
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