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Mattone non più bene rifugio, con mutui giù. Ora si guarda a nuovo Governo (Giovanni Abbatangelo)

Il mattone è ancora l'unico investimento sicuro? Probabilmente no: neanche il settore immobiliare ha resistito alla scure della crisi economica. Desta scalpore la recente notizia riguardo il valore degli immobili italiani, che dall'inizio della crisi nel 2008 hanno perso in media ben il 25% della loro quotazione di mercato. C'è però chi deve fronteggiare un problema più grave del vedere la propria dimora perdere valore giorno dopo giorno, e riguarda chi una casa propria ancora non ce l'ha. Il metodo più comune per acquistare un'immobile resta ancora l'accensione di un mutuo, ma nell'anno passato si è contratto notevolmente il numero di domande di mutui residenziali da parte delle famiglie italiane (-42% rispetto al 2011), con una leggera attenuazione della contrazione nel quarto trimestre 2012 (-34% rispetto al quarto trimestre 2011) e in particolare nel mese di dicembre (-27% rispetto al corrispettivo mese 2011). Ne consegue che i nuovi flussi di mutui erogati si sono ridotti del 51% nei primi 9 mesi del 2012 rispetto al corrispondente periodo del 2011, evidenziando una dinamica negativa sostanzialmente in linea con l'andamento della domanda. Le famiglie italiane, inoltre, sono costrette a chiedere dei finanziamenti sempre più lunghi: i mutui dalla durata tra i 25 e i 30 anni arrivano a toccare ben il 46% delle preferenze. Se la durata aumenta, si può ragionevolmente pensare che anche gli importi siano più elevati, ma non è così: cala la somma richiesta, che si attesta attorno ai 131.000 Euro. La situazione non migliora se si analizzano i dati forniti dal Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle aziende italiane: nello scorso mese di gennaio, i mutui richiesti dalle imprese del nostro paese sono crollati del 14%. Le aziende tendono dunque ad evitare i finanziamenti lunghi come i mutui, preferendo forme creditizie più “brevi”: i prestiti richiesti alle banche sono aumentati, sempre a gennaio, del 6%. La musica non cambia se si vanno a spulciare i numeri che riguardano le regioni del sud: l'importo medio richiesto è più basso della media nazionale (118mila euro in Campania, 112mila euro in Puglia, 106mila euro in Sicilia). Per quanto riguarda la Campania, le erogazioni di mutui alle famiglie si sono ridotte a partire dal 2007, per arrivare nel 2011 a circa 2,5 miliardi erogati, uno in meno rispetto al massimo del 2006. I finanziamenti oltre i 150 mila euro sono passati dal 37,7 al 54,8% tra il 2005 e il 2011 e il 33,2% dei mutui è stato destinato ai giovani campani compresi nella fascia di età fino a 35 anni (percentuale inferiore alla media nazionale: 35,3% nel 2011). Di fronte a questo scenario poco rassicurante, non tutti sanno che esistono alcune agevolazioni a favore di chi ha intenzione di accendere un mutuo. Alcune amministrazioni locali,da nord a sud, sono intervenute a tal proposito: in Lombardia, i cittadini disoccupati, in mobilità o in altre condizioni di difficoltà economica che hanno stipulato un mutuo presso il gruppo Intesa San Paolo, potranno sospendere il pagamento delle rate per un periodo massimo di 12 mesi, oppure allungare la durata del rimborso sino a un massimo di 40 anni. La regione Emilia Romagna invece ha aumentato il bonus pubblico per le giovani coppie che vogliono acquistare casa nelle zone colpite dal sisma, portandolo da 10/20mila euro a 30mila euro. Nello scorso settembre, inoltre, per accelerare la ricostruzione è stato siglato un accordo con gli istituti di credito per erogare liquidità a costo zero destinata a finanziare gli interventi di ristrutturazione degli immobili danneggiati dal terremoto. Anche a Salerno è possibile usufruire di alcuni incentivi: l'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha stipulato un protocollo d’intesa con Banca Carime per far ripartire il comparto locale dell’edilizia aiutando le famiglie ad acquistare o ristrutturare immobili. In pratica, le famiglie possono richiedere finanziamenti a un tasso fisso o variabile che si aggira intorno al 4%, senza pagare le spese di istruttoria e ottenendo una risposta dalla banca in tempi accelerati. Oltre alle iniziative degli enti locali, arrivano buone notizie anche dal Governo sul fronte dell’accesso al credito da parte delle giovani coppie con età inferiore ai 35 anni. Sono state messe a punto 5 iniziative che promettono di invertire il trend negativo per quanto riguarda la concessione dei mutui prima casa a favore dei giovani. La prima proposta consiste nel superare il vincolo del reddito: sarà eliminata la necessità di dimostrare un possesso di reddito almeno per il 50% derivante da lavoro subordinato o a tempo indeterminato. La seconda consiste nell’aumento della metratura massima del bene che viene acquistato, che viene innalzata 90 a 95mq. La terza modifica riguarda l’eliminazione delle ulteriori garanzie non assicurative imposte dalle banche per la concessione del mutuo. Infine, i tempi di risposta da parte degli istituti di credito al gestore per l’erogazione del mutuo passerà dagli attuali 30 giorni a 7.

Giovanni Abbatangelo
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